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Geriatria e gerontologia
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Study of an old Man's Profile - Galleria degli Uffizi - Firenze

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Il profilo dello studio leonardesco ci sembra possa rappresentare egregiamente la figura emblematica di questo sito formativo che si propone di ospitare testimonianze e studi sulla prevenzione strategica dell'invecchiamento umano, in una contestuale valutazione sia degli interventi somatopsichici che di quelli sociali e geragogici.

Geragogia.net vuole essere un preciso punto di riferimento ed un'occasione di confronto, oltre che per le popolazioni degli adulti e degli anziani, anche per gli studiosi della senescenza che abbiano peculiari interessi educazionali e vogliano provarsi a delineare nuovi profili esistenziali e prospettive migliori per il vecchio di domani.

In primo piano

Treatment of postprandial hyperglycemia with acarbose, to reduce the incidence of cardiovascular events in the elderly Nel presente editoriale l'Autore, Federico Cacciapuoti, puntualizza in modo conciso ed efficace l'utilità di una terapia giornaliera a base di acarbose allo scopo di ridurre la progressione aterosclerotica e la incidenza degli eventi cardiovascolari agevolati, nel soggetto anziano, dalla iperglicemia postprandiale. Il trattamento andrebbe riservato agli individui ultrasessantacinquenni, anche senza un diabete mellito manifesto, dopo l'esecuzione di un test di tolleranza al glucosio che dimostri una condizione metabolica alterata, pur con una glicemia a digiuno non ancora inquadrabile nel range diabetico. All'interno

La fragilidad de la mujer postmenopáusica pobre Le condizioni di indigenza costituiscono un problema di enorme rilievo sia dal punto di vista sociale che da quello sanitario: In altre parole la povertà, come ben dimostrano i dati bibliografici riportati dagli Autori, deve considerarsi uno dei principali fattori di rischio per la salute in tutte le parti del mondo, compresa la società occidentale nella quale viviamo. E ciò avviene perché l'indigenza in generale, oltre che con l'età anziana e con il sesso femminile, si correla anche con determinate abitudini e particolari stili di vita che si sono dimostrati pregiudizievoli per lo stato di benessere dell'organismo umano. Il riferimento riguarda soprattutto il consumo alcolico, quello di tabacco e il sedentarismo, oltre ad alcune peculiari infermità come, ad esempio, le malattie infettive, l'obesità, l'ipertensione arteriosa e l'osteoporosi. All'interno

La qualità della vita nella terza età. Evidenze dello studio "Treviso longeva"( Trelong study) Dal presente studio statistico, opera di M. Gallucci e Coll., si desume che la qualità della vita, nel gruppo di anziani preso in esame, rappresenta il risultato di una interazione tra il singolo soggetto e la società in cui si trova a vivere l'ultima fase della propria esistenza. Non solo, ma appare anche evidente la necessità di conoscere a fondo tutti gli aspetti che riguardano la vita stessa dei soggetti in età senile, per riuscire in qualche modo a migliorare tale realtà, che spesso non risulta neppure nota a sufficienza. La qualità della vita, infatti, non è correlata soltanto alla "salute" intesa esclusivamente sul piano sanitario, ma, secondo la nota definizione dell'OMS, la stessa deve essere intesa non solo nel senso di "assenza di malattia", ma, in modo più globale, come uno "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale". All'interno

Il medico di fronte al singolo caso In questo interessante e singolare editoriale di Enzo Grossi viene preso in esame un problema che non è di facile soluzione, vale a dire la liceità scientifica di applicare le evidenze statistiche, derivate dalla letteratura medica, al singolo paziente che il medico curante si trova di fronte ogni giorno. In altre parole i clinici hanno il bisogno e il dovere, nella pratica medica quotidiana, di conoscere il vero significato dei risultati statistici emersi nelle varie sperimentazioni ed ancor più nelle cosiddette "meta-analisi". Per fare fronte a questa esigenza sono necessari speciali "algoritmi evolutivi", motivo per cui, d'accordo con l'Autore, invitiamo il lettore che volesse approfondire maggiormente una tale tematica, di consultare anche gli articoli che trova citati in bibliografia. All'interno

Contingenze di tanatofobia nell'età senile In questa nostra epoca si può apprezzare nella società l'influenza di una cultura eccessivamente tanatofobica, come giustamente fa osservare Rita Farneti in questo suo interessante editoriale. Gli uomini d'oggi, specie se anziani, sono spesso contagiati da pensieri di morte e, nel tentativo di dare un significato a ciò che provano in tale evenienza, finisce che si lasciano andare a sentimenti di angoscia e di colpa. Non viene accettata, infatti, dalla maggioranza dei nostri contemporanei, anche se già in età avanzata, la possibilità di includere con serenità e rassegnazione nel loro tragitto esistenziale la congiuntura della morte. D'altro canto questo atteggiamento fobico non deve contrariarci più del dovuto, perché paradossalmente sembra essere d'aiuto all'uomo che, prevenendo le cause di morte, ha sempre aspirato a diventare l'unico dominatore della propria vita. E questo atteggiamento, tipico del giorno d'oggi, ci trova convinti di poter contare sugli indubbi vantaggi della moderna medicina nella lotta contro la malattia, evento che noi speriamo più che mai di riuscire a sconfiggere. Illusi forse dal sogno d'arrivare, un giorno, a sostenere ad armi pari persino il duello con la morte. All'interno

Attività fisica e senescenza L'attività fisica e l'invecchiamento possono considerarsi come due eventualità o circostanze che riescono ad influenzarsi a vicenda, in rapporto alle conseguenze vicendevoli che arrivano a provocare uno sull'altra. Al giorno d'oggi si comincia praticamente a riconoscere che la diminuzione di forza e di motilità che si riscontrano con la senescenza possono in parte attribuirsi ad una riduzione dell'attività fisica, la quale è conseguenza anche di peculiari cambiamenti nel modo di vivere. All'interno

Pressure ulcers: old and new La prevenzione delle ulcere da decubito non riguarda ovviamente solo il medico, come è noto, ma chiunque si prenda cura dell'anziano malato e debba a questo scopo preoccuparsi di valutare i fattori di rischio di tale evento morboso, il ricorso a vari accorgimenti tecnici di posizionamento, le metodiche ispezioni delle regioni cutanee soggette a lesione, oltre alla educazione e all'addestramento sia del paziente che dello stesso caregiver. Entrambi infatti, ricorda Anna Giulia Cattaneo, devono essere sottoposti ad un attento programma formativo per migliorare la prevenzione di complicanze del genere e delle loro ricadute. All'interno

La colite ischemica: una malattia di difficile diagnosi e gestione in Geriatria La colite ischemica, come è noto, rappresenta la forma più diffusa fra le patologie ischemiche del tratto gastro-intestinale e la sua prevalenza è maggiore, come forse è anche risaputo, fra i soggetti ultrasessantenni. Secondo Emine Meral Inelmen va rimarcato che di fronte a tale evento morboso riveste particolare importanza la diagnosi precoce, al fine di mettere tempestivamente in atto i presidi medici che siano idonei ad evitare, quando possibile, l'intervento chirurgico. In tale evenienza l'approccio diagnostico si avvale innanzitutto del sospetto clinico che risulta di notevole importanza e può talora trovare conferma nella diagnosi strumentale e, solo in fase avanzata, in alcuni markers di laboratorio. All'interno

Frailty at risk of falls, falls as a risk for frailty:an antithesis about elderly L'aumentata frequenza di cadute nella popolazione anziana, direttamente connessa alla caratteristica fragilità di questa classe di soggetti, riconosce un vasto numero di condizioni sottostanti, direttamente collegate alla senilità stessa e/o dovute a malattie associate. La consapevolezza dei pazienti anziani di essere a rischio di caduta, aumenta anche l'ansia e riduce spesso la mobilità spontanea, evenienze queste che influiscono negativamente sulle relazioni sociali e sulla qualità di vita. Pertanto un modo di vivere sedentario, ricorda Anna Giulia Cattaneo, può risultare particolarmente dannoso in età avanzata per vari motivi e non solo perchè aumenta il rischio di osteoporosi, soprappeso e depressione. All'interno

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