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Treatment of postprandial hyperglycemia
with acarbose, to reduce the incidence of cardiovascular
events in the elderly Nel presente editoriale l'Autore,
Federico Cacciapuoti, puntualizza in modo conciso ed
efficace l'utilità di una terapia giornaliera
a base di acarbose allo scopo di ridurre la progressione
aterosclerotica e la incidenza degli eventi cardiovascolari
agevolati, nel soggetto anziano, dalla iperglicemia
postprandiale. Il trattamento andrebbe riservato agli
individui ultrasessantacinquenni, anche senza un diabete
mellito manifesto, dopo l'esecuzione di un test di tolleranza
al glucosio che dimostri una condizione metabolica alterata,
pur con una glicemia a digiuno non ancora inquadrabile
nel range diabetico. All'interno
La fragilidad de la mujer postmenopáusica
pobre Le condizioni di indigenza costituiscono un
problema di enorme rilievo sia dal punto di vista sociale
che da quello sanitario: In altre parole la povertà,
come ben dimostrano i dati bibliografici riportati dagli
Autori, deve considerarsi uno dei principali fattori
di rischio per la salute in tutte le parti del mondo,
compresa la società occidentale nella quale viviamo.
E ciò avviene perché l'indigenza in generale,
oltre che con l'età anziana e con il sesso femminile,
si correla anche con determinate abitudini e particolari
stili di vita che si sono dimostrati pregiudizievoli
per lo stato di benessere dell'organismo umano. Il riferimento
riguarda soprattutto il consumo alcolico, quello di
tabacco e il sedentarismo, oltre ad alcune peculiari
infermità come, ad esempio, le malattie infettive,
l'obesità, l'ipertensione arteriosa e l'osteoporosi.
All'interno
La qualità della vita nella
terza età. Evidenze dello studio "Treviso
longeva"( Trelong study) Dal presente studio
statistico, opera di M. Gallucci e Coll., si desume
che la qualità della vita, nel gruppo di anziani
preso in esame, rappresenta il risultato di una interazione
tra il singolo soggetto e la società in cui si
trova a vivere l'ultima fase della propria esistenza.
Non solo, ma appare anche evidente la necessità
di conoscere a fondo tutti gli aspetti che riguardano
la vita stessa dei soggetti in età senile, per
riuscire in qualche modo a migliorare tale realtà,
che spesso non risulta neppure nota a sufficienza. La
qualità della vita, infatti, non è correlata
soltanto alla "salute" intesa esclusivamente
sul piano sanitario, ma, secondo la nota definizione
dell'OMS, la stessa deve essere intesa non solo nel
senso di "assenza di malattia", ma, in modo
più globale, come uno "stato di completo
benessere fisico, mentale e sociale".
All'interno
Il medico di fronte al singolo
caso In questo interessante e singolare editoriale
di Enzo Grossi viene preso in esame un problema che
non è di facile soluzione, vale a dire la liceità
scientifica di applicare le evidenze statistiche, derivate
dalla letteratura medica, al singolo paziente che il
medico curante si trova di fronte ogni giorno. In altre
parole i clinici hanno il bisogno e il dovere, nella
pratica medica quotidiana, di conoscere il vero significato
dei risultati statistici emersi nelle varie sperimentazioni
ed ancor più nelle cosiddette "meta-analisi".
Per fare fronte a questa esigenza sono necessari speciali
"algoritmi evolutivi", motivo per cui, d'accordo
con l'Autore, invitiamo il lettore che volesse approfondire
maggiormente una tale tematica, di consultare anche
gli articoli che trova citati in bibliografia.
All'interno
Contingenze di tanatofobia nell'età
senile In questa nostra epoca si può apprezzare
nella società l'influenza di una cultura eccessivamente
tanatofobica, come giustamente fa osservare Rita Farneti
in questo suo interessante editoriale. Gli uomini d'oggi,
specie se anziani, sono spesso contagiati da pensieri
di morte e, nel tentativo di dare un significato a ciò
che provano in tale evenienza, finisce che si lasciano
andare a sentimenti di angoscia e di colpa. Non viene
accettata, infatti, dalla maggioranza dei nostri contemporanei,
anche se già in età avanzata, la possibilità
di includere con serenità e rassegnazione nel
loro tragitto esistenziale la congiuntura della morte.
D'altro canto questo atteggiamento fobico non deve contrariarci
più del dovuto, perché paradossalmente
sembra essere d'aiuto all'uomo che, prevenendo le cause
di morte, ha sempre aspirato a diventare l'unico dominatore
della propria vita. E questo atteggiamento, tipico del
giorno d'oggi, ci trova convinti di poter contare sugli
indubbi vantaggi della moderna medicina nella lotta
contro la malattia, evento che noi speriamo più
che mai di riuscire a sconfiggere. Illusi forse dal
sogno d'arrivare, un giorno, a sostenere ad armi pari
persino il duello con la morte.
All'interno
Attività fisica e senescenza
L'attività fisica e l'invecchiamento possono
considerarsi come due eventualità o circostanze
che riescono ad influenzarsi a vicenda, in rapporto
alle conseguenze vicendevoli che arrivano a provocare
uno sull'altra. Al giorno d'oggi si comincia praticamente
a riconoscere che la diminuzione di forza e di motilità
che si riscontrano con la senescenza possono in parte
attribuirsi ad una riduzione dell'attività fisica,
la quale è conseguenza anche di peculiari cambiamenti
nel modo di vivere. All'interno
Pressure ulcers: old and new
La prevenzione delle ulcere da decubito non riguarda
ovviamente solo il medico, come è noto, ma chiunque
si prenda cura dell'anziano malato e debba a questo
scopo preoccuparsi di valutare i fattori di rischio
di tale evento morboso, il ricorso a vari accorgimenti
tecnici di posizionamento, le metodiche ispezioni delle
regioni cutanee soggette a lesione, oltre alla educazione
e all'addestramento sia del paziente che dello stesso
caregiver. Entrambi infatti, ricorda Anna Giulia Cattaneo,
devono essere sottoposti ad un attento programma formativo
per migliorare la prevenzione di complicanze del genere
e delle loro ricadute. All'interno
La colite ischemica: una malattia
di difficile diagnosi e gestione in Geriatria La
colite ischemica, come è noto, rappresenta la
forma più diffusa fra le patologie ischemiche
del tratto gastro-intestinale e la sua prevalenza è
maggiore, come forse è anche risaputo, fra i
soggetti ultrasessantenni. Secondo Emine Meral Inelmen
va rimarcato che di fronte a tale evento morboso riveste
particolare importanza la diagnosi precoce, al fine
di mettere tempestivamente in atto i presidi medici
che siano idonei ad evitare, quando possibile, l'intervento
chirurgico. In tale evenienza l'approccio diagnostico
si avvale innanzitutto del sospetto clinico che risulta
di notevole importanza e può talora trovare conferma
nella diagnosi strumentale e, solo in fase avanzata,
in alcuni markers di laboratorio.
All'interno
Frailty at risk of falls, falls
as a risk for frailty:an antithesis about elderly
L'aumentata frequenza di cadute nella popolazione anziana,
direttamente connessa alla caratteristica fragilità
di questa classe di soggetti, riconosce un vasto numero
di condizioni sottostanti, direttamente collegate alla
senilità stessa e/o dovute a malattie associate.
La consapevolezza dei pazienti anziani di essere a rischio
di caduta, aumenta anche l'ansia e riduce spesso la
mobilità spontanea, evenienze queste che influiscono
negativamente sulle relazioni sociali e sulla qualità
di vita. Pertanto un modo di vivere sedentario, ricorda
Anna Giulia Cattaneo, può risultare particolarmente
dannoso in età avanzata per vari motivi e non
solo perchè aumenta il rischio di osteoporosi,
soprappeso e depressione. All'interno
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