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Geriatria e gerontologia
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Geriatria, Geragogia e Gerontologia online.

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Il profilo dello studio leonardesco ci sembra possa rappresentare egregiamente la figura emblematica di questo sito formativo che si propone di ospitare testimonianze e studi sulla prevenzione strategica dell'invecchiamento umano, in una contestuale valutazione sia degli interventi somatopsichici che di quelli sociali e geragogici.

Geragogia.net vuole essere un preciso punto di riferimento ed un'occasione di confronto, oltre che per le popolazioni degli adulti e degli anziani, anche per gli studiosi della senescenza che abbiano peculiari interessi educazionali e vogliano provarsi a delineare nuovi profili esistenziali e prospettive migliori per il vecchio di domani.

In primo piano

Ottimizzazione della comunicazione fra medico-specialista e paziente:una proposta empirica Uno degli aspetti che meriterebbero di essere esaminati con maggiore spirito critico nell'ambito della sanità, è rappresentato, secondo Irene Richini, dai problemi che interessano la comunicazione tra medico e paziente. Tali difficoltà di comprensione riguardano in modo particolare le prestazioni di tipo specialistico che, per evidenti motivi, non possono giovarsi di un rapporto di conoscenza reciproca, generalmente già consolidato, come avviene di solito tra paziente e medico di famiglia. Il tema rientra evidentemente nella prassi geragogica, ma non solo, perché l'educazione all'invecchiamento, nel prossimo futuro, non potrà più essere ignorata nella stessa formazione continua alla professione sanitaria. All'interno

Ambiente e longevità Vincenzo Marigliano ricorda molto opportunamente, in questo editoriale, che l'invecchiamento può essere inteso come una complicata successione di eventi che conducono, in vario modo, ad una progressiva riduzione della riserva funzionale nell'organismo umano. E tale graduale deterioramento deriverebbe dall'alterazione di un particolare sistema difensivo, definito network antinvecchiamento, la cui efficienza per converso favorirebbe la longevità. La sfida della moderna geriatria, di conseguenza, è quella di rendere possibile a tutti il raggiungimento di un tale traguardo, che non può rappresentare soltanto la conquista di pochi fortunati. All'interno

L'e-learning in ambito riabilitativo geriatrico L'operatore che si occupa oggi, a qualsiasi livello, di riabilitazione geriatrica, deve avere ricevuto e maturato una formazione specifica che gli consenta di progettare e di effettuare interventi riabilitativi che siano adeguati al singolo caso clinico e completabili in tempi appropriati. In altri termini, anche nell'ambito delle moderne neuroscienze, si tratta sempre di formulare anzitutto un valido progetto riabilitativo, che sia in grado di portare ad un sostanziale recupero post-lesionale nei diversi quadri patologici che si propongono allo specialista. Ad entrambe queste esigenze è in grado di provvedere l'e-learning, settore applicativo della tecnologia informativa che utilizza Internet per distribuire online contenuti didattici multimediali. In particolare, nel campo della riabilitazione neuromotoria, la formazione continua attraverso il mezzo telematico, come osservano A.Federici e C.Caltagirone in questo editoriale, garantisce ad anziani e disabili una terapia riabilitativa mirata, che permette il massimo recupero possibile delle loro capacità fisiche e cognitive. All'interno

Sleep disturbances in aging:circadian clock disruption or altered perception of environmental light? E' conoscenza comune che i soggetti anziani sono soliti lamentare spesso gravose alterazioni nella qualità e nei ritmi del sonno. Lo sanno bene specialmente i geriatri ed i medici di famiglia i cui pazienti soffrono molto spesso di sonnolenza diurna, di frequente insonnia notturna e di risvegli che diventano sempre più precoci con il progredire dell'età: situazioni queste che portano fatalmente ad una aumentata assunzione di farmaci ipnotici. In questo editoriale, che vuole essere un primo approccio a tale diffuso problema, Anna Giulia Cattaneo avanza l'ipotesi che l'insonnia dell'anziano possa solo in parte essere correlata alla tesi del ritmo circadiano, a cui si suole attribuire la principale responsabilità in tale particolare aspetto del processo d'invecchiamento. Potrebbero esservi coinvolti, infatti, anche i meccanismi periferici della retina, l'attività dei quali dipende dal ciclo ambientale di luce e oscurità. All'interno

Teoria del caos:influenze positive sulla medicina pratica La teoria del Caos, anche denominata teoria dei sistemi non lineari, fornisce oggi nuovi strumenti al medico per decodificare processi complessi come ad esempio la variabilità della frequenza cardiaca o i tracciati elettroencefalografici. Eventi imprevedibili in medicina, come le aritmie ventricolari e le morti cardiache improvvise negli atleti, il decorso di alcuni tipi di cancro e le oscillazioni nella frequenza di alcune malattie, possono essere attribuibili alla teoria del caos. Nell'articolo di Grossi vengono delineate le basi filosofiche e matematiche della teoria, insieme ad alcuni recenti esempi di applicazioni sperimentali desunte dalla letteratura scientifica. All'interno

Obesità : fattore di rischio anche nell'anziano? In questo apprezzabile editoriale, Emine Meral Inelmen sottolinea il fatto che le consuete raccomandazioni indirizzate al controllo del peso corporeo, devono considerarsi, nella popolazione anziana, ancora oggetto di dibattito e necessitano inoltre di ulteriori indagini per diversi motivi, tra cui va incluso anzitutto l' "obesity paradox". Infatti alla luce dell'effetto "protettivo" che sovrappeso ed obesità sembrano dimostrare, in certi casi, proprio nel soggetto anziano, si dovrebbe valutare prima, con molta cura, se è sempre opportuno trattare, in tali situazioni, l'individuo in età avanzata. All'interno

La stima dell'età biologica:una sfida in via di risoluzione? La cosiddetta età biologica è un concetto utilizzato frequentemente ma in modo spesso vago ed improprio e con scarsa obiettività. Come si può stabilire l'età biologica di una persona? Negli ultimi anni tecniche di statistica avanzata in grado di definire una relazione formale tra età anagrafica e caratteristiche biologiche di diretta e possibilmente facile misurazione nell'individuo quali i comuni esami di laboratorio. Grossi e Cavuto, autori del presente editoriale, offrono una testimonianza di come sia possibile affrontare questo arduo problema partendo da un progetto epidemiologico molto vasto, svolto presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano, chiamato REALAB. Nel REALAB e nel REALAGE, algoritmo matematico ad esso collegato, l'età biologica risulta intrinsecamente definita come un indice sintetico dello stato di salute del soggetto espresso in termini di scarto positivo o negativo dall'età anagrafica, essendo lo stato di salute quello risultante da uno specifico set di esami di laboratorio di routine. All'interno

Successfull ageing o vecchiaia da rottamare? Le più approfondite conoscenze acquisite, in questi ultimi tempi, dalla moderna gerontologia medica hanno permesso di considerare con occhio diverso l'età adulta tarda, come preferisce definirla Rita Farneti, in questo suo interessante editoriale. Tale fase avanzata della vita, infatti, può essere ancora realmente vissuta in condizioni che possiamo qualificare "fisiologiche", valere a dire in uno stato fisico e di benessere soddisfacenti. La riduzione in tale età dei fattori di rischio per la salute permette, appunto, di vivere una stagione della vita migliore e più "felice", senza obbligare il curante ad un semplice supporto dell'anziano, già in un contesto patologico e con invecchiamento secondario All'interno

Come aggirare le difficoltà di memoria in presenza di diagnosi di MCI Il Mild Cognitive Impairment ( MCI ) può essere definito, come si legge in questo editoriale di Erika Talassi, una situazione di confine tra il normale invecchiamento e la demenza, e cioè una condizione clinica che include pazienti con un isolato deficit cognitivo ( generalmente di memoria ) e con uno stato cognitivo globale normale per l'età. In questi ultimi anni sono stati descritti, comunque, interventi di riabilitazione cognitiva che si pongono l'obiettivo di fare in modo che i pazienti mantengano l'autonomia il più a lungo possibile e, quindi, rappresentano un valido supporto nel ritardare un'eventuale conversione in demenza del Mild Cognitive Impairment. All'interno

Eye diseases and visual impairment Tra i deterioramenti sensoriali in grado di ridurre l'autonomia e la qualità della vita, particolare importanza riveste il grave declino visivo che di frequente si presenta nell'anziano. Una tale evenienza richiede quasi sempre un continuo aiuto in famiglia o, in caso di impossibilità, il trasferimento del soggetto disabile in una casa di riposo. Inoltre la minorazione può essere causa di incidenti e cadute, con gravi conseguenze sulla fragilità dei soggetti in questione. Secondo Anna Giulia Cattaneo una sollecita diagnosi e l'uso appropriato di misure preventive e terapeutiche non possono assolutamente essere trascurate. All'interno

Prestazione professionale, performance e cura. Aspetti terapeutici nella relazione con l'anziano svantaggiato cognitivamente Questo editoriale di Rita Farneti prende, in parte, lo spunto dai suoi precedenti contributi di interesse gerontologico che si rifacevano a rappresentazioni del processo d'invecchiamento evocate dalla relazione di aiuto con l'anziano "cognitivamante" svantaggiato. In questo tipo di lavoro con gli anziani, non deve mancare mai la consapevolezza, da parte degli operatori, di sentirsi attori nella "relazione" e non solo fornitori di una buona prestazione professionale, in modo da procurare un aiuto soddisfacente al paziente, evitando quel mortificante paternalismo asettico che priva il soggetto di qualsiasi benessere psicofisico. All'interno

Short sleep duration and the risk for obesity in older people: an urgent need for studies Secondo Jean - Philippe Chaput e coll. un sonno di breve durata può associarsi virtualmente con alterazioni del sistema ormonale in grado di influire sulla regolazione del bilancio energetico. Considerati i contributi attendibili che avallano la correlazione esistente tra sonno di breve durata ed obesità, sia negli adolescenti che negli adulti, il tempo che viene destinato al sonno dovrebbe oggi essere valutato come una nuova potenziale causa di obesità. Per quanto, a detta degli Autori, siano ancora necessari ulteriori studi che indaghino sul rapporto tra sonno e peso corporeo nel soggetto anziano. All'interno

Ormoni anti-aging e invecchiamento:mito o realtà? Nel presente editoriale di Emine Meral Inelmen si prende in esame, tra le numerose teorie dell'invecchiamento, la teoria neuroendocrina che considera appunto il processo della senescenza come l'espressione di un progressivo squilibrio funzionale del sistema endocrino. Se si esamina il comportamento delle secrezioni ormonali, infatti, si può osservare che i sistemi maggiormente coinvolti sono quelli preposti alle secrezioni dell'ovaio, del testicolo, del surrene, della ghiandola ipofisaria e di quella pineale. Secondo l'Autrice gli ormoni, cosiddetti "anti-aging", che hanno suscitato parecchi entusiasmi, si ridurrebbero comunque a tre soltanto: la melatonina, l'ormone della crescita (GH) e il deidroepiandrosterone ( DHEA), dei quali appunto si occupa in questo interessante contributo All'interno

Metabolic syndrome in aging people: prevalence, risk assessment, need for treatment and prevention La sindrome metabolica è una condizione di alterato metabolismo su basi genetiche, (da non confondersi con il diabete mellito di tipo II), la diagnosi e la prevenzione della quale dovrebbero essere impostate precocemente, anche se una evidente morbilità, nella maggioranza dei casi, si manifesta generalmente dopo i 60 anni di età. Si tratta di una malattia che può essere prevenuta e che può, d'altra parte, condurre a serie complicazioni cliniche se non viene trattata in modo adeguato. Anna Giulia Cattaneo fa presente che i trattamenti con farmaci andrebbero somministrati sempre con attenzione ed evitati quando non fossero necessari. All'interno

Il rischio cardiovascolare assoluto individuale:trappole della stastistica classica e possibili soluzioni E' un dato acquisito che l'aumentare dell'età comporta un incremento del rischio cardiovascolare.Ne deriva che la popolazione anziana, maggiormente soggetta alla possibilità di gravi eventi in campo cardioangiologico, può giovarsi oggi in modo particolare di un uso informato e specifico della medicina preventiva. Di recente infatti sono stati proposti alla comunità medica un certo numero di algoritmi per la valutazione del livello di rischio che ogni singolo individuo presenta nei confronti di tale patologia.Lo scopo di questo interessante editoriale di Enzo Grossi è quello di valutare il vantaggio potenziale offerto, in questo ambito, dalle nuove opportunità fornite dagli originali approcci collegati alla intelligenza artificiale. All'interno

Caregiver's Spirituality and its Influence on Maintaining the Elderly and Disabled in a Home Environment Questa ricerca ha preso in esame il ruolo che organizzazioni fondate sul credo religioso sono in grado di svolgere a sostegno di coloro che prestano la loro assistenza al fine di tenere, il più a lungo possibile, anziani e disabili nelle loro abitazioni. L'indagine ha voluto esaminare se le persone che professano fedi religiose riescono a fare fronte agli stress che tale assistenza comporta meglio di coloro che non risultano essere credenti.L'inchiesta in sostanza ha preso in esame la funzione che le associazioni religiose possono avere nel dare un aiuto ai prestatori di cure che si prodigano per mantenere gli anziani e i disabili al loro domicilio. All'interno

Acute critical care for geriatric patients Le emergenze che si presentano nei soggetti anziani possono rappresentare talvolta un problema clinico complesso, specialmente per il fatto che i medici dello staff specializzato nel trattamento dei pazienti geriatrici risultano frequentemente in numero insufficiente proprio nei dipartimenti di emergenza. Nell'età anziana, come è noto, la malattia acuta è spesso sovrapposta ad altre condizioni croniche, che sono spesso correlate all'invecchiamento stesso.In generale in tali evenienze non possiamo lamentare la carenza di attrezzature tecniche differenti da quelle comunemente usate nel trattamento acuto degli adulti più giovani, ma si avverte piuttosto il bisogno di una maggiore competenza e qualificazione da parte medica. E' questo il tema di cui si occupa Anna Giulia Cattaneo nel presente editoriale. All'interno

L'uso di cateteri vescicali a dimora in Geriatria: un dilemma irrisolto Ci sembra opportuno ricordare ai nostri lettori, sulla base dei dati esposti in questo editoriale da Emine Meral Inelmen, che l'infezione batterica più comune nell'età geriatrica è certamente l'infezione del tratto urinario, soprattutto negli anziani fragili, sia che essi vivano a domicilio o che siano stati istituzionalizzati per un certo periodo.Un significativo numero di infezioni urinarie risulta correlato all'inserimento del catetere urinario, come è dimostrato dai dati statistici riportati, secondo i quali il 100% dei pazienti esaminati sviluppa un'infezione del tratto urinario entro un periodo medio di 30 giorni dalla cateterizzazione. Il meccanismo attraverso cui il catetere è in grado di causare un'infezione è dovuto inizialmente alla colonizzazione ascendente da uropatogeni nel lume del catetere e probabilmente anche nell'intercapedine tra uretra e superficie esterna del catetere stesso.Gli uomini e le donne tendono a sviluppare tale infezione per vie diverse a causa delle differenze anatomiche nei due sessi. In conclusione si può supporre che una accurata valutazione delle indicazioni per un cateterismo, l'uso di procedure rigidamente asettiche ed i periodi di cateterizzazione limitati al tempo necessario, possano aiutare a prevenire molte infezioni. All'interno

La processualità dell'esistenza:riflessioni di base finalizzate al corretto orientamento a sostegno della persona in età avanzata Se noi vogliamo attribuire alla società una funzione formativa nei riguardi dell'anziano e, soprattutto, di chi si accinge a diventarlo, dobbiamo pensare in primo luogo all'attuazione concreta di una formazione geragogica, rivolta ovviamente all'adulto e all'anziano, ma che deve in precedenza prevedere ed attuare un training educazionale che sia indirizzato agli operatori del comparto socio-sanitario. Solo operando a questo modo, sostiene Irene Richini, è possibile concepire un intervento di sostegno alla persona anziana, avendo cioè ben chiaro in mente un modello di sviluppo umano che includa la parte avanzata dell'esistenza. All'interno

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